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Rabbits loves Orange - via @Mixel

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Day starts - @dnsee

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black&white (Taken with instagram)

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Invasion - via @Mixel

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Believe - via @Mixel

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Facciamo ordine sul desktop #manoiki #ikea

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Il collettivo che cambiò gli anni 70.

Nel 1969, nasce General Idea.

I tre fondatori, Feliz Parts, Jorge Zontal, e AA Bronson, vivono e lavorano insieme generando quel pensiero artistico che per anni, e ancor oggi, ispira e trova rappresentazione nei media moderni, sopratutto se si pensa al concetto di “Viral”.

Nel 1972 fondano la rivista FILE magazine, il cui motto è “An alternative to Alternative Press”.

I temi più trattati: Aids, linguaggi mediatici alternativi, architettura, archeologia, recensioni e personalissime analisi dei programmi tv ed in generale della “mass culture”.

Se vi interessa e siete in zona, fino al 30 aprile 2011 potrete vedere una loro retrospettiva dal titolo Haute Culture, presso il Musée d’Art Moderne di Parigi.

Centro di gravità permanente.

Mi sembra ieri: davanti al monitor, con una manciata di colori, carattere dopo carattere (in codice ascii, ovviamente), ad illustrare le “home di sezione” dell’Antanisoft BBS del mitico Coletta (ma quanto sono vecchio???).
Già… mi sembra ieri.

Oggi, l’evoluzione tecnologica nella digital communication, e sopratutto nel modo di comunicare di tutti i giorni, sforna prodotti, idee e strumenti a ritmi incalzanti: 
internet semantico, internet delle cose e la bilancia che fa la spia su FB; autovetture per twittare al volante, il frigo che ti scrive in riunione “le uova si sono schiuse” e le consolle che ti fanno sudare; GUI, NUI, BUY or DIE e Pervasive UX; Social Network, click & share, le raccomandazioni di Linkedin, i Poke di Facebook e i badge di FourSquare; l’irrinunciabile 3D e l’immancabile HD; l’iPad, l’iPhone e le App; il dashboard del Mac, le foto, gli acquisti e i pranzi geolocalizzati; l’HTML 5, Android e il mobile, i geek, i nerd, i visionari, le KPI e il Cloud Computing, e chi più ne ha più ne metta…
Lavorare in un qualsiasi campo che abbia a che fare giornalmente con questi argomenti vuol dire cercare, studiare, capire, elaborare, intuire e testare.
E questo per almeno 5-6 ore al giorno, per ogni giorno che continueremo a fare questo lavoro che ci piace, ma al tempo stesso, ci consuma e ci stanca, ci dà soddisfazioni e delusioni.

Mutamenti destabilizzanti? Con che velocità continuerà a cambiare il quotidiano e fino a quando riusciremo a gestire questi cambiamenti? Riusciremo a stare dietro a tutto questo? Per quanto velocemente possa cambiare il mondo che ci circonda, per quante tonnellate di tecnologia futile ma indispensabile possano mai esserci vomitate addosso… Lei sarà sempre lì, come il giorno precedente.
Immutata e rassicurante.
Nonostante la vostra “seduta creativa” con l’iPad sulle ginocchia, mentre iShitNow twitta in rete la vostra regolarità intestinale… la carta igenica vi darà sempre un grande messaggio: i gesti semplici della vita, quelli, non cambieranno mai.

Spero.